XXIX

By Torquato Tasso

O nemica d' Amor, che sì ti rendi

schiva di quel ch' altrui dà pace e vita,

e dolce schiera a' suoi diporti unita

dispergi e parti, e lui turbi ed offendi:

se de l' altrui bellezza invidia prendi,

che de' tuoi danni a rimembrar t' invita,

lassa, ché non t' ascondi, ed in romita

parte e selvaggia i giorni estremi spendi?

Ché non conviensi già tra le felici

squadre d' Amor, e tra 'l diletto e 'l gioco,

donna antica in imagine di Morte.

Deh fuggi omai dal sole in chiuso loco,

come notturno augel; né tristi auspici

il tuo apparir a' lieti amanti apporte.