XXIX

By Auteur inconnu

Balie siàn di Casentino,

ch’ognun cerca d’un bambino.

Ecco qui i mariti nostri

che ci guidon per la via.

Deh, chi n’ha sí ce gli mostri:

maschio o femina che sia,

tanto ben tenuto fia

e sí bene aranno ’l vitto

che ’l farén presto star ritto

com’un franco paladino.

Se ’l bambin fussi malsano

o che fussi un po’ scaduto,

tanto buon governo abbiàno

ch’egli è tosto rinvenuto:

ma bisogna dargli aiuto

molto spesso col mutarlo;

quand’è molle rasciugarlo

e bagnarlo un po’ col vino.

Siàn nel viver molto magne,

al mestier pronte e adatte:

sempre quando il bambin piagne

ci sentiàn tornar il latte:

menando forte e ratte,

la faccenda no’ compiàno;

della culla po ’l caviàno,

rasciugandogli il visino.

Quand’e’ sente di maldocchio,

sin a Poppi ce n’andiàno:

una donna sul ginocchio

se lo pone e fàllo sano,

e po’ vuol che no’ ’l tegnàno

alle volte qualche giorno,

così ’gnudo driet’al forno

trastullandolo al solino.

D’ogni cosa abbiamo ’l modo,

sicché tosto il bambin cresce;

perch’egli stie ritto sodo

la fatica non c’incresce;

e di noi giammai non esce

finché compie d’allevarsi:

sicch’ognun può ben fidarsi

di mandargli in Casentino.