XXV
By Feo Belcari
Prima che venga l'ultimo giudicio,
quindici segni ciascun per un giorno
appariranno, ognun di gran supplicio.
El primo dì sarà el mare adorno
sopr'ogni monte ben quindici braccia
e starà forte come muro intorno.
El secondo parrà ch'abbia la caccia,
e fuggirassi tanto sotto terra
ch'appena si vedrà ov'esso giaccia.
El terzio dì ogni pesce diserra
la bocca sua con muggito e dolore,
che solo Dio intende la lor guerra.
El quarto dì verrà sì gran calore
sopra dell'acque e sopra ogni mare
che arderanno senz'altro liquore.
El quinto dì di sangue fa sudare
gli arbori e l'erbe, e del cielo ogni uccello
non vorrà più né ber, né manducare.
El sesto ogni edificio fia scabello
de' piè de l'omo per la sua ruina,
e correrà di foco un fiume fello.
El settimo sarà ogni petrina
divisa in quarto per percosse a vòto,
ed ogni parte fa l'altra meschina.
E l'ottavo sarà gran terremoto,
sì che le bestie e gli uomini cadranno
in terra, non usando el proprio moto.
El nono tutt'i monti torneranno
in polvere, e sarà la terra piana;
valle e montagne più non si vedranno.
El decimo parrà la gente insana,
senza parlar delle caverne uscendo,
come le bestie ch'escon della tana.
L'undecimo le sepulture aprendo,
tutto quel giorno l'ossa n'usciranno
e sopra' lor sepolcri star volendo.
El dodecimo giorno caderanno
di ciel le stelle e spargeranno foco,
come' vapori accesi del ciel fanno.
El tredecimo ogni omo in ogni loco
morrà, in modo che l'alma diserra,
e finirà el nostro mortal gioco.
El quartodecimo arderà la terra
e 'l cielo insieme, e fien purificati
dal foco gli elementi per tal guerra.
El quintodecimo son rinnovati
la terra e 'l cielo, e poi tutti li morti
saranno vivi e da Dio giudicati,
chi nello inferno e chi nel cielo assorti.