XXV

By Giovanni Boccaccio

Quante fiate per ventura il loco

veggio là dov'io fui da Amore preso,

tanto mi par di nuovo esser acceso

da un desio più caldo assai che 'l foco;

e poi che quello ho riguardato un poco

e stato alquanto sovra me sospeso,

dico: «Se tu ti fosse qui difeso,

non sarest'or, per merzé chieder, fioco.

Adunque piangi, poi la libertate

avevi nelle man lasciat'hai andare

per donna vaga e di poca pietate».

Poi mi rivolgo, e dico che lo stare

subbietto a sì mirabile biltate

è somma e lieta libertate usare.