XXV

By Giovanni Della Casa

Solea per boschi il dì fontana o speco

cercar cantando, e le mie dolci pene

tessendo in rime, e le notti serene

vegghiar, quand'eran Febo e Amor meco.

Né temea di poggiar, Bernardo, teco

nel sacro monte ov'oggi uom rado vène:

ma quasi onda di mar, cui nulla affrene,

l'uso del vulgo trasse anco me seco,

e 'n pianto mi ripose e 'n vita acerba,

ove non fonti, ove non lauro od ombra,

ma falso d'onor segno in pregio è posto.

Or con la mente non d'invidia sgombra

te giunto miro a giogo erto e riposto,

ove non segnò pria vestigio l'erba.