XXV

By Giuseppe Parini

Da questo cerchio, che sul lito io segno

colla verga tremenda, e in cui ti metto,

non partirti, o Damone, e tieni in petto

le sillabe possenti ch'io t'insegno.

Ecco son già presenti, a un picciol segno

della mia man, Tesifone ed Aletto,

e d'Ecate triforme il vario aspetto,

e gli altri numi dello stigio regno.

Ecco io gl'invoco: — O degli oscuri e bui

fiumi d'Averno abitatrice schiera,

Damone ascolta, o me in vece di lui.

Fa, per la forza della mia preghiera,

che la donna, ch'un tempo amò costui,

a poco a poco si distrugga e pèra.