XXV.

By Giuseppe Parini

Più non invidio chi vedralla ignuda?

Ah come? Ohimé! se immaginando ancora

Quella sera fatale o quell'aurora

Trema quest'alma sbigottita e suda?

Come soffrir che al mio rival si schiuda

Ciò che velato ancor m'arde e innamora?

Come soffrir che a mille baci allora

Quel bel labbro ch'è mio s'apra e si chiuda?

E ch'altri faccia al bel corpo catena

De le sue braccia; e spiri altri quel fiato;

E ch'altri, oh Dio! che il suo fedele amante...

Togli togli da me l'orrida scena

Scaldata fantasia; o disperato

Col morir preverrò sì atroce istante.