XXV

By Giusto de' Conti

Questa finice, che battendo l'ale,

Dall'oriente a l'occidente viene

Nel fronte la sembianza ha di quel bene,

Di che sì poco al cieco mondo cale:

Negli occhi quello angelico fatale

Foco s'accende di salute et spene,

Che qualità da quella cagion tiene,

Che può far solo l'anima immortale.

Cangiando clima cangia il suo bel manto,

Et si rinova nelle fiamme come

Il mondo, quando il veste Primavera.

Ma sol casta bellezza del bel nome

L'ha fatta degna: et questo è quel che tanto

Fe' gia costei sopra gli augelli altera.