XXV

By Mariotto Davanzati

Io vidi in mezzo di vermiglio e bianco

campeggiar perla coronata d'oro,

data per sorte a noi dal sommo coro,

per mostrar quel che non si vide unquanco,

mirabil sì che 'n vista verrie manco

ciascuno occhio aquileo, e al lavoro

sarebbe il nostro Giotto ignoto e soro,

e la natura avrebbe il corso stanco.

D'essa surgevan due fulgide stelle

e una melodia tanto soave

che ne stupiva il ciel, non che la plebe.

Più riverenti note, né più belle,

fece quel messo ch'a Maria disse: «Ave» ;

non dico Orfeo o quel che chiuse Tebe.