XXV

By Niccolò Cieco

Già per le nozze era in punto l'ulivo

e preparate le zambre e le mense

d'oro, d'argento, d'arazzo e di rense

per onorar quello spirto divino.

Ma poi ch'io fu' della speranza privo

della risposta di sua alma immensa,

però, caro mio amico, a questo pensa:

ch'i' non mori' e non rimasi vivo.

Teneva la sua fede per mille arre

e sì trascorso sono nel suo dire

ch'i' non potrei, volendomi, ritrarre.

Ma intendo la mie 'mpresa seguire

e assaltar gli steccati e le sbarre

e 'n ogni modo vincere o morire.