XXV
Già per le nozze era in punto l'ulivo
e preparate le zambre e le mense
d'oro, d'argento, d'arazzo e di rense
per onorar quello spirto divino.
Ma poi ch'io fu' della speranza privo
della risposta di sua alma immensa,
però, caro mio amico, a questo pensa:
ch'i' non mori' e non rimasi vivo.
Teneva la sua fede per mille arre
e sì trascorso sono nel suo dire
ch'i' non potrei, volendomi, ritrarre.
Ma intendo la mie 'mpresa seguire
e assaltar gli steccati e le sbarre
e 'n ogni modo vincere o morire.