XXV

By Pietro Metastasio

Veggo la selva e il monte

Ove sola d'amor spesso favella

Col ruscello e col fonte

Irene pastorella;

E dico: ‘Oh potess'io

Cangiarmi in fonte e trasformarmi in rio

Per scoprir le mie pene

Nello specchio dell'onde a' rai d'Irene!

Le direi, mormorando fra' sassi:

«Bella Irene, il ruscello che passi

Senza amarti al suo fiume non va.»

Le direi: «Il bel fondo che splende,

Pastorella, al tuo volto s'accende,

Ed amante d'Irene si fa.»

Poscia quando il pastor guida la greggia

A dissetarsi al fonte o al rio fugace:

«Guarda», direi, «di non turbar quest'onde

O del fonte che tace

O del ruscel che freme entro le sponde;

Ché l'uno e l'altro del gentil sembiante

D'Irene pastorella è fatto amante.»’

Ma la selva, il monte intanto

Van col bel dell'idol mio

Lusingando le mie pene.

Io fo crescer col mio pianto

L'acqua al fonte, l'onde al rio,

Sospirando per Irene.