XXV

By Auteur inconnu

Deh! sienvi raccomandati

i prigioni incatenati.

Donne, lo stare in prigione

è pur vita acerba e strana;

mille male tentazione

vien altrui in quella tana.

Deh, chi è buona cristiana,

no’ gli siàn raccomandati.

Abbiàn rocche e pergamene,

aspi, grilli, palle e specchi,

e le zane n’abbiam piene,

e venduti anco parecchi;

e da stuzzicar gli orecchi

cotaluzzi dilicati.

No’ abbiam di piú ragione

fusa nobile e perfette

da servir piú condizione

di fanciulle e giovanette:

se nel buco vanno strette,

quelle fanno buon filati.

Donne, per pigliar danari

profferiàn la roba nostra;

lavorìi diritti e chiari

non vogliàn farne la mostra:

sappiàn la natura vostra

e però siamo sfidati.

Non avete del discreto:

sempre mai volete tôrre,

or dinanzi e or dirieto,

purché possiate riporre;

a questo ognuna corre,

siate peggio che soldati.