XXVI. A FILLE. LODI DELLA BOCCA DI LEI.
La tua voce il cor mi tocca.
Perchè render non poss'io
Quel piacere alla tua bocca
Ch'essa desta nel cor mio?
Bocca amabile che sei
La miglior che veda il sole,
Che più ancor de' favi iblei
Dolci mandi le parole;
Ben in terra è fortunato
Chi dappresso ti rimira;
Ben tre volte è più beato
Chi d'amor per te sospira:
Ben tre volte è più felice
Chi udir può la tua dolente
Melodia lusingatrice
Che nell'anima si sente.
Ma frattanto io ben sarei
Mille volte e mille e mille
Più felice degli dèi;
Se, allorquando, o bella Fille,
La tua voce il cor mi tocca,
Render tutto potess'io
Quel piacere alla tua bocca
Ch'essa desta nel cor mio.