XXVI – Alamanni

By Giacomo Leopardi

E tu, madre onorata, che lasciasti,

Per consiglio divin, la figlia sposa

Al suo gran rapitor, del tutto erede;

Vien meco a dimorar nel tuo bel regno:

Ch'or che in alto sta il Sol, ch'egli arde il giorno,

Tra i più lieti villan, discinto e scalzo,

Velato il capo sol de le tue spighe,

Qui cantar m'udrai per campi e piagge

L'altere lodi tue; pur che tu voglia

Quando il bisogno fia, compagna farte.

Vien tosto, vieni a noi succinta e snella:

Né quella bionda treccia oggi si sdegni

Di talor sostener la corba e 'l vaglio

E gli altri arnesi tuoi. Non tardar molto:

Che già ti chiaman le campagne e i colli,

Ch'hanno a l'ultimo dì condotto il parto,

Per riposarlo poi nel tuo gran seno.