XXVI

By Galeazzo Di Tarsia

Ben ci scorse ria stella e ben sofferse,

Davalo, il terren nostro onte ed affanni,

Quando il Franco pel varco, a' nostri danni,

Che il gran Moro additò, strada si aperse.

Ma la man che a suo pro si riconverse,

Con dolci di pietà fallace inganni

(Ahi, come, o speme, il veder corto appanni!)

Mortale in vasel d'or tosco gli offerse.

Crudel Procuste e di fierezza esempio,

Quante Italia rovine a te non debbe,

Che di Giano da prima apristi il tempio!

Ma vendetta è di noi, sì al ciel n'increbbe,

Che su la trista scena il nostro scempio

Con luci a risguardar liete non ebbe.