XXVI
O ignorante plebe, o turba stolta,
che per invidia mormorate e dite
cosa di me, sì come voi mentite
l'ira di Dio vel dimostri una volta!
Sopra di voi con furïa molta
venga el signor della città di Dite;
quando la bocca per mal dire aprite
vi sie la lingua della strozza tolta.
E se questo esser non puote, il sommo Idio
de' fatti miei vi dia tanto che fare
che tutti i vostri lasciate in oblio;
ma non però che 'l vostro mal parlare
mi tolga o mova dal proposto mio,
ch'è dal perfetto e puro mio amare.
Ma, per farvi scoppiare,
i' seguirò mie 'mpresa a bassi orecchi,
e dica mal chi vuol; ch'egli si secchi!