XXVI

By Niccolò Cieco

O ignorante plebe, o turba stolta,

che per invidia mormorate e dite

cosa di me, sì come voi mentite

l'ira di Dio vel dimostri una volta!

Sopra di voi con furïa molta

venga el signor della città di Dite;

quando la bocca per mal dire aprite

vi sie la lingua della strozza tolta.

E se questo esser non puote, il sommo Idio

de' fatti miei vi dia tanto che fare

che tutti i vostri lasciate in oblio;

ma non però che 'l vostro mal parlare

mi tolga o mova dal proposto mio,

ch'è dal perfetto e puro mio amare.

Ma, per farvi scoppiare,

i' seguirò mie 'mpresa a bassi orecchi,

e dica mal chi vuol; ch'egli si secchi!