XXVI

By Pietro Bembo

De la gran quercia, che ´l bel Tebro adombra,

esce un ramo, et ha tanto i cieli amici,

che gli onorati sette colli aprici

e tutto ´l fiume di vaghezza ingombra.

Questi m´è tal, che pur la sua dolce ombra

far pote i giorni miei lieti e felici,

et ha sì nel mio cor le sue radici,

che né forza né tempo indi lo sgombra.

Pianta gentil, ne le cui sacre fronde

s´annida la mia speme e i miei desiri,

te non offenda mai caldo né gelo,

e tanto umor ti dian la terra e l´onde

e l´aura intorno sì soave spiri,

che t´ergan sovr´ogni altra infino al cielo.