XXVI

By Scipione Errico

Questo Marte amoroso, Amor guerriero,

Ch'ha d'onor, di beltà vivi splendori,

Si cinge il brando, e vezzosetto e fiero

Ancide, ohimè, per doppia morte i cori.

Marte Venere il crede alor ch'altiero

Spira d'invitto ardir focosi ardori,

E figlio il pensa alor che lusinghero

Mostra quei vivi, e tremoli candori.

Con gemina virtù ciascuno è anciso

Dal bel garzon, che par che sfidi e alletti,

Mentre il ferro lampeggia, e ride il viso.

E 'l bel volto e la man con egual vanto,

Dolce ferendo in vaga foggia i petti,

Traggon diversamente e sangue e pianto.