XXVII

By Agnolo Firenzuola

O ricco, o bel diamante,

Tra mille alme virtù saldo e legato,

Come tra duo bei rivi un verde prato;

Ben sai, senz'altri il dica, che 'l motore

De l'universo è buono, e perché è tale,

De le sue grazie è a l'uom largo e cortese:

Laonde avien ch'ognun li rende onore,

E cerca quanto è in lui d'esserli uguale.

Chi da lui dunque più sembianza prese

Nel venir qui tra noi,

Come faceste voi,

O chiara donna infra le donne chiare,

Più lo deve imitare,

E de le sue più care

Gioie dar lieta a qualunque ne vuole;

Onde a me de le vostre alme viole

Deh! date almanco un ramo:

E Dio 'l sa quanto io bramo

Far ricco il mio giardin con quelle piante.