XXVII

By Benvenuto Cellini

Si accese a Dio questa mie 'nfelice alma

nel mille cinquecento, a Tutti e' Santi,

la notte che seguien funebri pianti

di chi lasciato ha qui la fragil salma.

Se 'l mio destin non fussi, avria la palma

forse acquistata; e non mi saria innanti

passato alcun; se ben il mondo vanti,

vien che hanno aùto più la stella in calma.

Son Benvenuto, il qual diverse pruove

d'arte sublime ho fatto; e l'aspre stelle

con tutto il lor poter m'han misso al basso.

In Roma e 'n Francia il trionfante Giove,

Perseo a Fiorenze, e altre cose belle

mi paga un carcer: or son stanco e lasso.