XXVII
Domine, il vescovado ier mattina
la Magra per di certo ti ritolse,
e de' tuo modi assai ella si dolse,
dicendo che non se' della cucina;
e più ch'al cul ti pende una decina
di spanne di budello, che ier s'avolse
al piè a uno e mai non si disciolse,
ché lo percosse a terra a testa china.
Sicché provedi, caro mio prelato,
nuova cappella ti paghi lo scotto,
ch'a tuo campana omai ciascuno è sordo.
Or piglia il mio ricordo:
se vuoi guarir del mal del zufolacchio
lasc'ire il Cicca e attienti al Tacchio.