XXVII

By Francesco Scambrilla

Domine, il vescovado ier mattina

la Magra per di certo ti ritolse,

e de' tuo modi assai ella si dolse,

dicendo che non se' della cucina;

e più ch'al cul ti pende una decina

di spanne di budello, che ier s'avolse

al piè a uno e mai non si disciolse,

ché lo percosse a terra a testa china.

Sicché provedi, caro mio prelato,

nuova cappella ti paghi lo scotto,

ch'a tuo campana omai ciascuno è sordo.

Or piglia il mio ricordo:

se vuoi guarir del mal del zufolacchio

lasc'ire il Cicca e attienti al Tacchio.