XXVII.

By Giuseppe Parini

Ecco del mondo e meraviglia e gioco

Farmi grande in un punto e lieve io sento;

E col fumo nel grembo e al piede il foco

Salgo per l'aria e mi confido al vento.

E mentre aprir novo cammino io tento

All'uom cui l'onda e cui la terra è poco,

Fra i ciechi moti e l'ancor dubbio evento

Alto gridando la Natura invoco:

O madre de le cose! Arbitrio prenda

L'uomo per me di questo aereo regno,

Se ciò fia mai che più beato il renda.

Ma se nocer poi dee, l'audace ingegno

Perda l'opra e i consigli; e fa ch'io splenda

Sol di stolta impotenza eterno segno.