XXVII

By Luigi Borra

De la Città la qual Lepido honora

e che nome real par che ritegna

che de gli altri vicin la fa più degna,

nel fonte un vago lauro hoggi dimora,

onde se Phebo non temesse anchora

di quel per cui seco talhor si sdegna,

tanta beltà nel tronco altiero regna

ch'eterna a i rami suoi faria l'Aurora.

Però se 'n tanta oscura nebbia e pioggia,

se nel soffiar de' più rabbiosi venti

ne l'alte nubi i suoi bei raggi asconde

sol per dar loco a le virtù più ardenti

ove sua luce 'n tutto si confonde,

non così spesso a questo aere s'appoggia.