XXVII

By Pietro Jacopo De Jennaro

Di pogio in pogio errando i passi movo

or ch'è sì dolce il tempo e tace il vento,

cogliendo fiori et erbe, e son contento

esser in luoco a me silvestro e nuovo.

Qui scrivo, qui ragiono e qui rimuovo

un pensiero in un altro; e qui consento

sedermi solo all'ombra, e mai non sento

altro ch'Amor, che meco ognor lo truovo

Con lui ragiono e dico: se 'l sugetto

di sua potenzia piacer sol si chiama,

como arde e struge e pare altrui discaro?

Risponde:quanto con magior dispetto

è la cosa acquistata, tanto s'ama,

ché 'l dolce è giudicato per lo amaro.