XXVII.

By Vincenzo Monti

Questo è il temuto tabernacol santo

Del Dio d'Abramo? o la profana scuola

Di Babilonia, ove in lascivo ammanto

La sozza Idolatria tresca e caròla?

Qui sparge Flora il riso, Adone il pianto

E Cipri l'amator placa e consola:

Qui la Licenza ogni ritegno ha infranto,

E il sacco ricolmò fino alla gola.

Lagrimosa i begli occhi e a fronte bassa

L'Innocenza fuggì; chè incontro a lei

La Colpa alzò le corna e la rimosse.

Che tardi, o giusto Iddio? Sopra costei

Tuona sdegnato, e quella destra abbassa

Che d'Oza il capo e d'Abiron percosse.