XXVIII. PER LA RITRATTAZIONE DI GIUSINO FEBBRONIO
Sei tu, parla, sei tu quel transalpino
Spirto nemico del maggior dei troni,
Che urtasti audace ingegno peregrino
Della sposa di Dio l'alte ragioni?
Dov'è l'arma possente onde tu doni
Speme altrui di più libero dominio,
L'arma che verso i gelidi trioni
Fe Roma dubitar del suo destino?
— La gittai, mi risponde, allor che un lampo
Della luce che in volto arde al gran Pio
L'Alpi trascorse, e m'atterrò sul campo.
Caddi qual Saulo; e or chiari alfin vegg'io,
Rotta la benda che fe agli occhi inciampo,
Che a Pietro non sovrasta altri che Dio. —