XXVIII

By Agnolo Firenzuola

Se insolito è 'l disir, nuovo l'affetto,

Fuor d'uso il male, incognita la doglia,

Più ch'altra ingorda la speme e la voglia,

L'ardor non mai in altr'uom veduto o letto;

Nuova anco è la beltà, ch'entro al bel petto

Porta colei che del mio cor mi spoglia:

Però non veggio onde a ragion mi doglia,

Se in me nuova cagion fa nuovo effetto.

Ben veggio onde mi pregi, onde mi tenga

Caro a me stesso, onde contento dica

Le mie sventure al mondo e le mie lode;

E quanto è più beato un che sostenga

Per la maggior beltà maggior fatica,

Che chi per men beltà contento gode.