XXVIII

By Francesco Beccuti

Perché sacrar non posso altari e tempi,

alato Veglio, a l'opre tue sì grandi?

Tu già le forze in quel bel viso spandi

che fe' di noi sì dolorosi scempi;

tu de la mia vendetta i voti adempi,

l'alterezza e l'orgoglio a terra mandi;

tu solo sforzi Amore e gli comandi

che disciolga i miei lacci indegni ed empi:

tu quello or puoi che la ragion non valse,

non amico ricordo, arte o consiglio,

non giusto sdegno d'infinite offese;

tu l'alma acqueti che tant'arse ed alse,

la qual or, tolta da mortal periglio,

teco alza il volo a più leggiadre imprese.