XXVIII

By Giovan Matteo di Meglio

Qual cerc'avere amici sotto 'l sole

priegh'Iddio 'l facci ricco e po' 'l mantegna,

ché assai n'arà; ma, se Fortuna sdegna,

nulla no' gli varrà senno o parole.

Dalla formica e non dal can si vole

apparar, se non che ragion c'insegna,

e 'l bisogno cel mostra, onde mai regna

letizia dov'egli è che 'l cor si dole.

Oggidì e gran servigi son perduti,

e piccioli si son dimenticati,

e poveri schifati e malveduti.

Ma nel tempo che sono adoperati,

in palma e in luce d'occhi son tenuti

e fittamente amati e onorati;

i' dico dagl'ingrati,

che fanno di pietà seccare 'l fonte

e penter del servigio e crear onte.