XXVIII

By Giovanni Prati

In cima di selvaggio ermo dirupo

suo ruvido moschetto il pastor spiana

contro la biancicante ombra del lupo,

che spunta, a notte, da la negra tana.

Poi quando rompe a le tenebre il cupo

la oriente nel ciel stella Diana,

morto e´ lo canta, e con le agnelle a strupo

giù per li verdi paschi s´allontana.

E tra i cespugli, a la vorace e tetra

fame de´ corvi, si riman l´infranta

belva caduta a insanguinar la pietra.

E anch´io son tale, che il mio tedio uccido:

poi, di tutto in oblio, l´anima canta

coi fantasmi che salvi escon del nido.