XXVIII

By Giuseppe Parini

Già s'odon per lo cielo alti rimbombi

dei fulmini sonanti, e vanno preste

l'oscure nubi a radunar tempeste.

Volgete, amiche, pur volgete i rombi.

Tu dispògliati, o Nisa, infino ai lombi,

siccome i' faccio ancor, d'ogni tua veste:

e mentre i' parlo alle ner'ombre e meste,

volgete, amiche, pur volgete i rombi.

Ecco, cercan ricovro che gli scampi

greggi e pastor sotto le querce antiche,

e paventan le ninfe i tuoni e i lampi.

L'uve di Tirsi e di Damon le spiche

son pèste e tronche per le vigne e i campi.

Fermate pur, fermate i rombi, amiche.