XXVIII

By Pietro Bembo

Viva mia neve e caro e dolce foco,

vedete com´io agghiaccio e com´io avampo,

mentre, qual cera, ad or ad or mi stampo

del vostro segno, e voi di ciò cal poco.

Se gite disdegnosa, tremo e loco

non trovo, che m´asconda, e non ho scampo

dal gelo interno; se benigno lampo

degli occhi vostri ha seco pace e gioco,

surge la speme, e per le vene un caldo

mi corre al cor e sì forte l´infiamma,

come s´ei fosse pur di solfo e d´esca.

Né per questi contrarî una sol dramma

scema del penser mio tenace e saldo,

c´ha ben poi tanto, onde s´avanzi e cresca.