XXVIII

By Scipione Errico

Scipio, l'aquila tua non stral sonoro

Di Saturno al figliol addur si vede,

Ma portar preghi, e riportar mercede

De l'alme pie dal gran purpureo Coro.

Il Drago tuo del favoloso Moro

Non al ricco giardino in guardia siede,

Ma il giardin custodisce, ove risiede

De' favori del ciel tutto il tesoro.

Al tuo gran zio tu gran nepote innante

Orator grato, e intercessor facondo,

Fiume a noi fai versar di grazie sante.

Anzi, quando talor del ciel al pondo

È molto oppresso il tuo celeste Atlante,

Tu soccorso gli porgi Ercol secondo.