XXVIII

By Auteur inconnu

Cittadini e mercatanti,

ascoltate i nostri canti.

Siàn parecchi mandriani

ch’abbiàn perso il nostr’armento;

per tenerlo ne’ pantani,

tutt’è ito in perdimento:

o vi piove o vi trà’ vento,

sempre v’è fango per tutto:

chi nol mette in luogo asciutto,

perde le bestie e contanti.

Savàn presso a Modigliana

non credendo aver offese;

la pastura e la fiumana

buona v’è per quel paese:

i soldati del marchese

una sera ci assaltorno,

e ’l bestiame ci guastorno

e di noi preson alquanti.

No’ avàn bufole e vacche,

capre, pecore e castroni,

bestie vecchie, magre e stracche,

gran beccacci e gran montoni:

tutti andorno in perdizioni

salvo che le rete e i cani

le cavalle per que’ piani

ci scamporno tutti quanti.

Or cerchiàn ricomperare

animali giovani e begli:

vitelletti da ’ngrassare,

e cordeschi e buon agnegli,

e capretti teneregli

che son buoni per fare arrosto:

noti curiàno il tempo o ’l costo,

o di maggio o d’ognissanti.