XXX
Gentil, vaga, cortese, e tuo begli occhi
m'han sì legato il cor, omè tapino,
che giorno e notte, infin presso al mattino,
di lagrime stillanti par che fiocchi
piogge crudel come punte di stocchi,
che passon per lo petto, e vanno infino
in mezzo al cor, là dove suo destino
si duol, ché par ch'amor di donna il tocchi,
rimembrando e costumi e' cenni onesti,
e modi e giochi e gli abiti regali
e le dolci speranze che mi desti,
e' portamenti e gli atti trïunfali,
ch'un om silvaggia innamorato aresti,
per cui al vento die' mie secure ali.
E volai per le scali
drento al giardin, ch'or fuor tornar non posso,
perché crudele amor guerra m'ha mosso.