XXX

By Giovambattista Marino

Poi ti scorgea dov'albergava, unite,

tortorelle o colombe un nido ombroso;

e parlava in me stesso: «Or voi gioite,

felice amica, e fortunato sposo.»

Indi, additando la feconda vite

al suo caro appoggiata olmo frondoso:

«S'amor gli arbori istessi insieme allaccia,

io perché fuor (dicea) dele tue braccia?»