XXX

By Giovanni Della Casa

Le chiome d'or, ch'Amor solea mostrarmi

per meraviglia fiammeggiar sovente

d'intorno al foco mio puro, cocente

(e ben avrà vigor cenere farmi),

son tronche, ahi lasso: o fera mano e armi

crude, e o levi mie catene e lente!

Deh come il signor mio soffre e consente

del suo lacciuol più forte altri il disarmi?

Qual chiuso in orto suol purpureo fiore,

cui l'aura dolce, e 'l sol tepido, e 'l rio

corrente nutre, aprir tra l'erba fresca;

tale, e più vago ancora, il crin vid'io,

che solo esser devea laccio al mio core:

non già ch'io, rotto lui, del carcer esca.