XXX

By Giovanni Gherardi

O castel sacro, o Bellosguardo altero,

o filici uccelletti, o fiori e fronde,

o tranquille acque, o chiare o lucide onde,

Venere iddea, i' pur mi struggo e pèro!

Non forza d'oro, di gemme o d'impero

potrie quieta le mie doglie prefonde,

ma sol quel vago viso che si asconde

faria contento il mio piacere intero.

Di fama altera e gentile infiammòe

di questa iddea il mio stanco core,

che mai da' miei molli occhi fu più vista.

Come la vide subito avampòe,

perch'egli è più che fama il suo valore.

sì che a seguir sol lei fama s'acquista.