XXX

By Ludovico Leporeo

Milla cruda e superba, acerba e querola

Diventa, e si lamenta s'io rimirola,

E lagrimando e sospirando adirola,

Né piegola se pregola o venèrola.

Qual gel rigida e frigida sofferola

Perché mi dia mercé; ma non ritirola

Al mio voler, né a mio piacer raggirola,

Né mai pietosa o men ritrosa sperola.

Quanto più dal mio canto umìle onorola,

Tanto l'inaspro e qual diaspro indurola,

E mi macera e lacera se adorola.

Servitù non vo' più, troppo assicurola

Co' miei pianti costanti, e non essorola,

Onde non ardo più, la guardo, o curola.