XXX.

By Luigi Tansillo

Animoso, superbo, empio Gigante,

Che a la rocca del ciel guerre movesti,

Or sotto questa terra, e sotto questi

Sassi, del grande ardir teco ti vante;

Se tu sapessi quante grazie, e quante

Bellezze, e quai virtù nove e celesti

Premon le spalle tue, forse diresti:

Più bello è il peso mio di quel d'Atlante.

Quel che tôr ti dovria, Giove ti porge,

Serbando su 'l gran monte, ond'ei t'atterra,

Quanta ha ricchezza il mondo, e 'l ciel ne scorge.

Dentro la pena il guiderdon si serra,

Dal perder tuo maggior vittoria sorge,

Sostieni un novo ciel chiuso sotterra.