XXX
O per me lieto e fortunoso giorno,
al qual simil giammai il cielo aperse!
La divina stagione e le diverse
feste ti fêr di doppio sole addorno.
Nel sacro tempio, libero soggiorno
fe', mentre che 'n pan Giove si converse;
ma, poi che 'l fin di quel per me si scerse,
men gi', e 'l sangue al cor s'acolse intorno.
Come del suo futuro accorto e saggio
s'armò, né valse contro alle faville,
che sopra al varco accese Amor con tempre,
sull'ora sesta el dì terzo di maggio,
nel quatrocento trentasei e mille,
ch'i' arsi e ardo, e bramo d'arder sempre.