XXX

By Niccolò da Correggio

Che giova forza, che beltà o ingegno,

a cui Fortuna gli è sempre nimica?

Che giova esser di sangue o stirpe antiqua,

quando nacto è soto infelice segno?

Che giova esser di laude o fama degno,

che giova per virtù durar fatica?

ché sempre vi è da canto chi glie intrica

ogni pensier e ogni suo disegno.

Quanti son già sudati e sudan ora,

chi per riccheze e chi per far eterno

el nome suo, che tuto il mondo onora!

Eccote giunto, e tuto guasta alora

questa crudel, che sola ha in suo governo

il ciel, la terra e l'inferno ancora.