XXXI

By Ascanio Pignatelli

Corse, e se stessa vagheggiando immerse

Donna le labbra in chiara fonte, e monda,

Che dolce e grata a la sua sete l' onda,

E puro al guardo il bel cristallo offerse;

Ella fra l' acque allor gelide e terse

Le fiamme impresse, onde il suo lume abonda,

E serenando i rai vaga, e gioconda,

Acque (ben parve) e fiamme in sen m' asperse;

E qual si vide in ricco nembo involto

Giove mutarsi, Amor nova forma ebbe,

E cadde accolto in pretiosa pioggia:

Miracol caro! Ella bagnommi il volto,

E 'l petto accese, e quel, ch' estinguer debbe,

Arse il mio cor con disusata foggia.