XXXI
Sopra d'un rivo cristallino e bello,
fra verdi piagge e fertile collina,
allegra vidi una gentil fantina
andarsen cheta cheta al suo ostello,
dalla man destra, fora del castello,
a cui di Sieve l'onda s'avicina,
e parvemi a veder cosa divina
suo chiaro viso e 'l petto ardito e snello.
Ond'io, seguendo suo traccia, men giva,
per riveder la nobile persona,
che sopra ogni altra è virtüosa e diva;
d'ogni bellezze porta la corona.
Ormai convien per lei mia alma viva,
tanto suo voce nel cor mi consona.
O ninfa, or mi perdona
se troppo parlo; i' son tuo servidore,
che sopra ogni altra cosa amo l'onore.