XXXI

By Domenico da Prato

Qual scintillare o subito fulgore

fa l'uom sognando star maraviglioso,

tal, lampeggiando, un sguardo luminoso

del più bel volto che mai fesse Amore

tremar mi fece allora; or m'arde il core

in fiamma tal, ch'io non trovo riposo.

Libero stava: or con pianto angoscioso

son fatto servo, e non so a qual signore.

E se in tormento tal l'alma dovea

solversi da le mal composte membra,

priva del suo desio umil si tace,

perché in nostro emisperio non rimembra

più degna che esta nova Citerea,

lo cui dolce aere par che spiri pace.