XXXI

By Francesco Berni

Chiome d'argento fino, irte e attorte

senz'arte intorno ad un bel viso d'oro;

fronte crespa, u' mirando io mi scoloro,

dove spunta i suoi strali Amor e Morte;

occhi di perle vaghi, luci torte

da ogni obietto diseguale a loro;

ciglie di neve e quelle, ond'io m'accoro,

dita e man dolcemente grosse e corte;

labra di latte, bocca ampia celeste;

denti d'ebeno rari e pellegrini;

inaudita ineffabile armonia;

costumi alteri e gravi: a voi, divini

servi d'Amor, palese fo che queste

son le bellezze della donna mia.