XXXI

By Francesco Scambrilla

Asino mio, i' son condotto a tale

ch'un piccol favillar d'un ferro vecchio

mi farebbe fuggir di qui a Fucecchio,

bench'io non tenga in casa l'orinale.

Io ho duo capi e l'uno e l'altro ha male,

e posso ben guardargli di sottecchio,

che, quanto più di là, di qua gli specchio,

se l'uno è rotto e l'altro poco vale.

E per sedere io ho fiancato un'anca;

non vo' che tu mi creda ella mi crocchi,

ch'i' non so s'ell'è ritta o s'ell'è manca.

I' mi sto 'n casa come capi sciocchi,

mangiando pan con latte, e mona Bianca

si mangia pien d'anguille e di ranocchi.

Pensa, se credi fiocchi

un erpice forato, un occhio bieco

sì mi fa guerra e liti ancor con seco.