XXXI

By Giovanni Boccaccio

«Che fabrichi? che tenti? che limando

vai le catene, in che tu stesso entrasti»,

mi dice Amore, «e te stesso legasti

senza mio prego e senza mio comando?

Che latebra, che fuga vai cercando

di drieto a me, al qual tu obligasti

la fede tua, allor che tu mirasti

l'angelica bellezza desiando?

O stolte menti, o animali sciocchi!

poi che t'avrai co' tua inganni sciolto

e volando sarai fuggito via,

una parola, un riso, un muover d'occhi,

un dimostrarsi lieto il vago volto

farà tornarti più stretto che pria».