XXXI.

By Giuseppe Parini

Volgi un momento sol, volgi un momento

Clori divina sul mio stato acerbo

L'onnipotente tuo occhio superbo,

E calma in parte il mio crudel tormento:

E vedrai tosto, a quel girar, lo spento

Estro avvivarsi; e quel che in mente io serbo

Foco menar gran vampa; e acquistar nerbo

L'ingegno per la doglia stanco e lento;

E qual torrente giù precipitarmi

Dal labbro i versi; e al mio piè l'Astio nero

Prosternarsi; e la Gloria incoronarmi;

E la Terra devota al Tempio altero

Offerir del tuo Nume e bronzi e marmi,

Dicendo: a te che ravvivasti Omero.