XXXI

By Iacopo Sannazaro

Fuggi, spirto gentil, fuggi lo strazio

e l'iniqua pregione e 'l fiero ardore,

e fa che omai conosca il tuo valore

colui che del tuo mal non è ancor sazio.

Or ti bisogna aitar, che hai modo e spazio

da prender l'arme e farti un bello onore,

che le rete stan ferme in suo vigore;

di che tua virtù sola e 'l ciel ringrazio.

Anzi, se mai di te ti calse o cale,

due altre, su, ne aggiungi a le due prime,

per farne un carro aurato e triunfale.

Oh lieto, oh grande il dì, che 'n sì sublime

luogo i' te veggia, e teco aprendo l'ale,

ti inalzi insino al ciel con le mie rime!